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Svelata la vera causa di morte di Mozart: un mal di gola...

martedì 18 agosto 2009

Avvelenato (magari dal collega-rivale Salieri), malato di sifilide, di tubercolosi, infestato dai parassiti intestinali, distrutto dall'alcol. Sono solo alcune delle teorie costruite nei secoli per giustificare la morte di Wolfang Amadeus Mozart, genio della musica morto ad appena 35 anni nel 1791. Ma il compositore, secondo un team di ricercatori inglesi, austriaci e olandesi, e' morto per un banalissimo mal di gola, un'infezione da streptococco che, non curata, si sarebbe aggravata infettando i reni e portando il giovane musicista alla morte. I ricercatori, il cui studio e' stato pubblicato dalla rivista Annals of Internal Medicine, sono giunti a questa conclusione combinando i dati di mortalita' a Vienna negli anni '90 del '700, scoprendo che la tubercolosi era il piu' grande assassino del tempo, seguito da malnutrizione con relativa perdita di peso. Il terzo "big killer" della Vienna di fine '700 era l'edema. Ma nel dicembre del 1791, il mese della morte di Mozart, pare che il gonfiore e l'accumulo di liquidi fosse stato piu' pernicioso del solito, causando la morte di 47 giovani uomini. E chi ha visto Mozart nei suoi ultimi giorni, compresa la cognata Sophie Haibel, hanno dichiarato che il suo corpo era talmente gonfio che non poteva girarsi nel letto. Era tuttavia cosciente e lucido, tanto da occuparsi del suo Requiem fino all'ultimo, spesso cantando a voce alcune parti che venivano trascritte da un assistente (proprio come nella splendida scena finale di 'Amadeus' di Milos Forman, anche se li' il trascrittore e' proprio Salieri). Sommando questi dati, i ricercatori si sono convinti che Mozart soffrisse di insufficienza renale acuta causata da un'infezione da streptococco. Infezione generata da un mal di gola che il musicista avrebbe avuto pochi mesi prima, trascurandone i sintomi e continuando i suoi ritmi di lavoro massacranti. Un malanno da poco: oggi sarebbe bastato un antibiotico per permettere al compositore di regalare al mondo altre splendide opere nei decenni successivi. "I fatti noti della malattia fatale di Mozart - spiegano gli scienziati - comprese le caratteristiche dell'edema, il malessere e il dolore alla schiena sembrano coerenti con questa diagnosi". E c'e' di piu': Mozart potrebbe aver contratto il banale batterio che l'ha ucciso da un musicista militare. "Piu' di 500 persone sono morte di edema nei mesi vicini alla morte di Mozart.
L'Austria era in guerra, e questo generava promiscuita' tanto che la maggior parte dei decessi si sono verificati tra i soldati". E al tempo di Mozart, "diversi soldati dell'esercito erano anche musicisti, che Mozart potrebbe aver incontrato".

Via|agi.it

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Non dire gatto...

martedì 14 luglio 2009


Il ''quattro gatti ad ascoltare il Papa'' gli è costato caro. E' stato rimosso dall'incarico il vaticanista del Tg3 Roberto Balducci, al centro della bufera per il servizio dedicato a Benedetto XVI alla vigilia della sua partenza per la Valle d'Aosta, in cui il giornalista sembrava ironizzare sui pochi fedeli che stavano ascoltando le parole di Benedetto XVI.


"Roberto Balducci ha inviato una lettera - ha spiegato lo stesso direttore del Tg3, Antonio Di Bella - nella quale ha ribadito che non era sua intenzione essere irrispettoso, come non lo e' mai stato, nei confronti del Papa e del Vaticano. Si e' rammaricato per il danno arrecato alla testata e all'azienda e ha rimesso ogni valutazione al direttore. In seguito a questa lettera il direttore del Tg3 ha comunicato al Cdr che Roberto Balducci non seguirà più le cronache vaticane".

A provocare la decisione del direttore del Tg3 Antonio Di Bella, il servizio realizzato dal vaticanista nell'edizione delle 19 di domenica scorsa. Ironizzando sui pochi fedeli presenti all'Angelus del Papa, Balducci aveva parlato testualmente di 'quattro gatti, forse un po' di più'.

Questa frase aveva immediatamente scatenato la critica del vicepresidente della vigilanza Rai, Giorgio Merlo. L'incidente 'diplomatico' sembrava essersi concluso dopo una telefonata tra Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede e lo stesso direttore del Tg3, Antonio Di Bella. Sulla vicenda era intervenuto anche il comitato di redazione del Tg3 in serata, spiegando che era stata fraintesa una frase del collega Balducci.

Oggi l'epilogo della vicenda con la lettera del vaticanista e la successiva comunicazione al Comitato di Redazione di Di Bella che ha annunciato che, a partire da oggi, Roberto Balducci, da due anni vaticanista del Tg3, non si occuperà più di cronache vaticane.

Via|adnkronos.com

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Carla Bruni tornerà tra le macerie... con i tacchi ?

venerdì 10 luglio 2009




Unica con i tacchi tra le macerie, unica a scendere tra la gente comune, unica a promettere: "tornerò". Carla Bruni non perde neanche all'Aquila l'allure che l'accompagna da ben prima che diventasse madame Sarkozy

Un fascino con cui scaccia anche le polemiche legate alla sua mancata presenza con le altre first ladies, per evitare un confronto con la signora Obama. "Michelle - dice sorridendo - la conosco da sempre e ogni volta è un piacere vederla. E poi mio marito non mi chiede mai di venire ai grandi vertici, a meno che non ci siano cene ufficiali nelle quali la presenza delle spose sia richiesta, perché se no non c'è molto da fare". Carla si presenta in piazza Duomo buon ultima tra i "potenti della Terra e signore", completamente vestita di bianco e alti sandali neri. Sotto il tailleur pantalone indossa una camicetta nera da cui spunta un piccolo microfono. Visita la chiesa delle Anime Sante, che la Francia ristrutturerà con un contributo di 3,2 milioni (la metà dell'importo totale), si sofferma davanti alla prefettura distrutta. Mentre fotografi e cameraman guardano solo lei, lei si guarda attorno: "è terribile, questo è il centro di una città fantasma - dice commuovendosi -, è una tragedia umana, ma anche economica e culturale". L'annuncio del contributo economico francese alla ricostruzione, però, è solo il pretesto della visita. Perchè madame Sarkozy aveva tutt'altro obiettivo: quello di portare la sua personale "ammirazione" alle persone colpite dal terremoto e dir loro che non le abbandonerà, dopo aver già messo a disposizione 50 mila euro dalla sua fondazione. Carla è qui per gli aquilani e non lo nasconde. Quando arriva all'ospedale San Salvatore, rimasto chiuso per oltre un mese proprio a causa delle lesioni provocate dal sisma, risponde con un "ciao" in italiano ai saluti. Lascia la sua firma su un manifesto con su scritto 'L'Aquila tornerà a volare", visita i reparti. Poi racconta: "questa è gente tosta e coraggiosa. Ma purtroppo anche disperata. Dunque, io sono qui per portare la mia ammirazione e anche la mia solidarietà. Ho trovato - aggiunge - grande tristezza ma anche speranza. Avevo detto che sarei venuta e sono molto contenta di averlo fatto". Ma Carla Bruni, da italiana qual è - e lo dice ai giornalisti che glielo domandano: "mi sento sempre italiana, non solo oggi, e anche francese" - sa bene però che nel nostro Paese i disastri li ricordano tutti quando succedono e nessuno quando bisogna prevenirli o risolverli. Per questo annuncia che non abbandonerà gli aquilani. "Tornerò, da sola, anche quando sarà finito il vertice", promette guardando negli occhi chi le dona un centrotavola ad uncinetto e un mazzo di girasoli. Anche a Coppito, la premiere dame trova il modo di evitare i potenti e concentrarsi sui comuni mortali. E si entusiasma almeno due volte: prima guardando il video che documenta l'intervento dei vigili del fuoco per imbracare "la cupole" della chiesa, tanto da farselo regalare; poi ammirando il lavoro delle donne impegnate al tombolo e l'abito di Elenora di Toledo, moglie di Cosimo dei Medici. "Bellissimo, la donna che lo indossava non doveva essere così bassa" commenta con occhio esperto. Ma stavolta nessuno le regala l'abito. E ai camerieri impegnati nell'area catering riservata ai delegati e provati da tre giorni di assalti all'arma bianca, madame Sarkozy lascia un autografo: "Carla B.S.'. Un pò poco, a dire il vero, per una come lei. Ma quando i giornalisti francesi le chiedono cosa ne pensi di "certa stampa vicina a Berlusconi" che l'ha accusata di "cafonaggine" per aver snobbato il programma delle first lady, lei risponde tranquilla: "non mi curo di quello che dice la stampa". Potenza del fascino, appunto. Un pò snob.

Via|unionesarda.ilsole24ore.com

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Arriva la nuova fiction di Greggio e Iacchetti.



Negli anni Settanta Roger Moore e Tony Curtis impersonarono una coppia di avventurieri distinti e snob, alle prese con avventure dal sapore poliziesco, belle donne e tipico umorismo inglese. Il telefilm si intitolava Attenti a quei due, in Italia fu trasmesso negli anni '80 ed ebbe un successo breve ma intenso. Infatti terminò improvvisamente dopo il flop registrato presso il pubblico americano. Ora quella formula viene ripresa in Occhio a quei due, nuova fiction che coniuga indagini e umorismo. Protagonisti sono Enzo Iacchetti ed Ezio Greggio.
Prima "Benedetti" poi piedipiatti - La storica coppia di conduttori di Striscia la Notizia è nuovamente impegnata sul set. Era già successo nel 2004 con Benedetti dal Signore. Occhio a quei due omaggia apertamente alla commedia all'italiana, anche se le storie restano fondamentalmente dei gialli. Iacchetti interpreta Beppe Di Natale, poliziotto noto per la sua pignoleria e la timidezza. Greggio è Edo Marchini, tutto l'opposto di Di Natale: guascone, irruento, con la pistola facile. I due si ritrovano a indagare sullo stesso caso e decidono di fare coppia, scoprendo di essere pure innamorati della stessa donna, Carla (interpretata da Antonia Liskova).

Un "pilota" ambizioso - La prima, lunga puntata di Occhio a quei due è stata girata come episodio a sé stante. Il motivo è molto semplice: farà da "pilota" per l'eventuale serie che seguirà. In precedenza questo tipo di scelta non ha pagato: la sitcom Medici Miei è stata chiusa dopo breve tempo. Greggio e Iacchetti, presenti al Roma Fiction Fest per presentare la loro nuova fatica, si sono detti ottimisti e hanno confermato l'entusiasmo dei vertici Mediaset che per primi hanno visionato il girato.

Via|tiscali.it

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