Si scommette sul tempo di Bolt nei 200 metri

martedì 18 agosto 2009

Usain Bolt sotto i 19 secondi nei 200 metri, in Inghilterra si scommette. Dopo l'ennesimo record, tutto il mondo continua chiedersi qual'è il limite del fenomeno giamaicano. Per ora l'atleta detiene il miglior tempo nei 100 metri (9'58) e nei 200 metri (19,30), ma per l'ultima categoria ci si aspetta un ulteriore record ai Mondiali di Berlino. All'estero le scommesse sono aperte e l'ipotesi che Bolt possa migliorare il proprio tempo nei 200 metri fino a scendere sotto i 19 secondi si gioca a 13 volte la posta. Molto più probabile che Bolt possa migliorare i 19,30, scommessa offerta a 1,85.

Via|tuttosport.com

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Svelata la vera causa di morte di Mozart: un mal di gola...

Avvelenato (magari dal collega-rivale Salieri), malato di sifilide, di tubercolosi, infestato dai parassiti intestinali, distrutto dall'alcol. Sono solo alcune delle teorie costruite nei secoli per giustificare la morte di Wolfang Amadeus Mozart, genio della musica morto ad appena 35 anni nel 1791. Ma il compositore, secondo un team di ricercatori inglesi, austriaci e olandesi, e' morto per un banalissimo mal di gola, un'infezione da streptococco che, non curata, si sarebbe aggravata infettando i reni e portando il giovane musicista alla morte. I ricercatori, il cui studio e' stato pubblicato dalla rivista Annals of Internal Medicine, sono giunti a questa conclusione combinando i dati di mortalita' a Vienna negli anni '90 del '700, scoprendo che la tubercolosi era il piu' grande assassino del tempo, seguito da malnutrizione con relativa perdita di peso. Il terzo "big killer" della Vienna di fine '700 era l'edema. Ma nel dicembre del 1791, il mese della morte di Mozart, pare che il gonfiore e l'accumulo di liquidi fosse stato piu' pernicioso del solito, causando la morte di 47 giovani uomini. E chi ha visto Mozart nei suoi ultimi giorni, compresa la cognata Sophie Haibel, hanno dichiarato che il suo corpo era talmente gonfio che non poteva girarsi nel letto. Era tuttavia cosciente e lucido, tanto da occuparsi del suo Requiem fino all'ultimo, spesso cantando a voce alcune parti che venivano trascritte da un assistente (proprio come nella splendida scena finale di 'Amadeus' di Milos Forman, anche se li' il trascrittore e' proprio Salieri). Sommando questi dati, i ricercatori si sono convinti che Mozart soffrisse di insufficienza renale acuta causata da un'infezione da streptococco. Infezione generata da un mal di gola che il musicista avrebbe avuto pochi mesi prima, trascurandone i sintomi e continuando i suoi ritmi di lavoro massacranti. Un malanno da poco: oggi sarebbe bastato un antibiotico per permettere al compositore di regalare al mondo altre splendide opere nei decenni successivi. "I fatti noti della malattia fatale di Mozart - spiegano gli scienziati - comprese le caratteristiche dell'edema, il malessere e il dolore alla schiena sembrano coerenti con questa diagnosi". E c'e' di piu': Mozart potrebbe aver contratto il banale batterio che l'ha ucciso da un musicista militare. "Piu' di 500 persone sono morte di edema nei mesi vicini alla morte di Mozart.
L'Austria era in guerra, e questo generava promiscuita' tanto che la maggior parte dei decessi si sono verificati tra i soldati". E al tempo di Mozart, "diversi soldati dell'esercito erano anche musicisti, che Mozart potrebbe aver incontrato".

Via|agi.it

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Badoer " Correrò per Felipe"

«Sono molto motivato nell'approfittare di questa opportunità, anche se so che sto affrontando una sfida durissima, specie per quanto riguarderà i primi due giorni a Valencia. Sarà come una sessione di test per me, ma farò del mio meglio per fare un buon risultato». È molto motivato Luca Badoer, chiamato a sostituire Felipe Massa sulla F60 dal Gp di Valencia, il prossimo fine settimana.

EVENTO PROMOZIONALE - Ieri e oggi Badoer ha preso parte a un evento promozionale a Fiorano, per realizzare un servizio su di lui nell'ambito delle corse. Come previsto dal regolamento sportivo sui test, ha completato non più di 100 km al giorno al volante della F60, che montava gomme dimostrative. La realizzazione del filmato ha permesso al pilota di riabituarsi alla vettura, con la quale quest'anno era riuscito a completare solo pochi chilometri. La chiusura della fabbrica ha significato poi che Badoer non ha nemmeno potuto parlare con gli ingegneri di pista. Per avere un' impressione generale del circuito spagnolo ha passato qualche giorno al simulatore statico.

DEDICHE - «Il mio primo pensiero quando scenderò in pista - ha detto Badoer parlando con i giornalisti - sarà per Felipe, perché mi sono davvero spaventato quando ho visto il suo incidente. Sono felice che stia recuperando bene e spero che sarà di nuovo in pista il prima possibile. Penso anche a Schumacher, perché mi sono allenato assieme a lui nelle ultime settimane, e so bene quanto volesse tornare in pista e quanti sforzi ha fatto per prepararsi al meglio. Anche se la sua decisione mi ha dato la grande opportunità di correre per la scuderia, mi dispiace molto per lui, perché non solo siamo amici, ma sono un suo grande estimatore. Infine, voglio ribadire la mia gratitudine a Luca di Montezemolo e Stefano Domenicali per avermi dato l' opportunità di realizzare il mio sogno d'infanzia».

NUOVA CONFIGURAZIONE - La F60 - ha fatto sapere la casa del Cavallino - avrà nuove componenti rispetto alla configurazione vista a Budapest. Come risultato del lavoro aerodinamico e dei test condotti prima del Gp d'Ungheria la vettura presenterà modifiche all'ala anteriore e posteriore e al diffusore. Nonostante ogni tipo di lavoro tecnico sia stato proibito durante la pausa - si legge sul sito media delle Rosse - non è illegale che gli ingegneri e i tecnici passino alcuni momenti durante le vacanze a parlare della vettura e di come migliorarla. E considerando il loro Dna da corsa è difficile immaginarli a fare altro.

Via| corrieredellosport.it

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Liberi gli ostaggi del Buccaneer, è stato pagato il riscatto

lunedì 10 agosto 2009




I pirati somali hanno detto di aver ricevuto quattro milioni di dollari per liberare ieri il rimorchiatore italiano Buccaneer e i 16 membri dell'equipaggio, sequestrati quattro mesi fa, mentre la Farnesina smentisce che il rilascio sia avvvenuto dietro il pagamento di un riscatto.

"No, non è stato pagato nessun riscatto: la pressione sui pirati è stata sufficiente a farli ritirare", ha detto oggi a diversi tg il ministro degli Esteri Franco Frattini, dopo avere dichiarato ieri che il Buccaneer è stato rilasciato grazie ad "un lavoro eccezionale" da parte delle autorità somale e dei servizi segreti italiani.

"In questi ultimi tre mesi abbiamo richiamato alla Somalia il grande aiuto che l'Italia ha dato e sopratutto quello che ci impegniamo a dare", ha aggiunto oggi il ministro. "Evidentemente questo ha incoraggiato il primo ministro somalo ad un gesto particolarmente importante, impegnarsi cioè personalmente per la liberazione".

I proprietari del Buccaneer, la Micoperi Marine Contractors che ha sede a Ravenna, ieri ha detto che l'imbarcazione non è stata liberata in seguito a un'azione militare né al pagamento di un riscatto.

Uno dei pirati ha però riferito a Reuters che il gruppo ha "ricevuto un riscatto di quattro milioni di dollari e abbiamo liberato il rimorchiatore italiano. E' già partito".

Andrew Mwangura, coordinatore del gruppo marittimo locale dell'East African Seafarers' Assistance Programme, ha detto che i pirati hanno ricevuto cinque milioni di dollari.

"Stavano contando il denaro ieri sera", ha detto a Reuters al telefono.

Il Buccaneer è stato bloccato lo scorso 11 aprile nel Golfo di Aden assieme a due barconi. Ora è sulla via del porto di Gibuti, scortato da alcuni vascelli. L'equipaggio è composto da 10 italiani, cinque romeni e un croato.

via|it.reuters.com

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Il Gruppo Camozzi interessato all'acquisto della INNSE


È una giornata di attesa alla Innse. Alle 9.30 è iniziato in Prefettura l'incontro da cui potrebbe uscire il nome del nuovo acquirente. Nella notte il temporale ha distrutto i gazebo davanti allo stabilimento, ma sono stati ricostruiti in mattinata dai lavoratori in presidio permanente, a sostegno della protesta dei quattro lavoratori e del sindacalista Fiom da sei giorni isolati su una gru a 10 metri di altezza. «Tengono duro» ha detto il segretario della Fiom di Milano, Maria Sciancati. Davanti alla fabbrica sono arrivati in segno di solidarietà anche lavoratori di altre società, come la Lares di Paderno Dugnano, e sono arrivati messaggi da stabilimenti di tutta Italia, come la Iveco di Pregnana Milanese e la Fonderia di Legnano, dalla Camera di Commercio di Benevento e da operai di Zurigo e Basilea.

RINALDINI - In Prefettura, oltre al proprietario della Innse Silvano Genta e ai potenziali acquirenti, c'è anche il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. «Si sta trattando - ha detto il sindacalista - ed è complicato prevedere quando si arriverà a una conclusione. Basta che si vada avanti». Come possibile acquirente della Innse alcune indiscrezioni accreditano il gruppo Camozzi di Brescia, azienda metalmeccanica che opera nel settore della pneumatica, delle macchine utensili, del tessile e dell'energia. «Il problema è che venga acquistata la Innse, poi ne parliamo» ha commentato Rinaldini. E l'assessore alle attività produttive del Comune Giovanni Terzi: «Spero che la situazione si risolva oggi in Prefettura e che il mio incontro di martedì con i sindacati non sia necessario».

TRATTATIVA - La trattativa sarebbe incentrata su tre punti: i macchinari, l'area e i dipendenti. Secondo indiscrezioni riportate dall'Ansa il gruppo bresciano vorrebbe tutti i macchinari presenti nello stabilimento, una ventina. E questo è il primo ostacolo, dal momento che sette macchine sono già state vendute a due diversi acquirenti. La Camozzi chiederebbe poi la disponibilità intera dell'area dello stabilimento per potere liberamente movimentare le merci. E qui entra in gioco la disponibilità della proprietaria dell'area, l'Aedes, di affittare o vendere il terreno. L'ultimo punto riguarda l'occupazione. L'acquirente vorrebbe discutere ammortizzatori sociali per il graduale riavvio dell'Innse con l'obiettivo di reimpiegare, alla fine, tutti i lavoratori presenti. Fonti vicine alla Camozzi fanno capire che il gruppo ritiene irrinunciabili questi tre punti per avviare un serio piano industriale.

ECCIDIO DI LORETO - I quattro operai e il funzionario sul carroponte hanno inviato un messaggio alla cerimonia di commemorazione del 65° anniversario della strage di piazzale Loreto, celebrata di fronte alla stele che ricorda l'eccidio. «Le fabbriche, la resistenza antifascista e le lotte operaie sono il fondamento di diritti dei lavoratori» dicono gli operai, esprimendo vicinanza ai familiari dei 15 antifascisti fucilati su ordine del comando nazista da una brigata repubblichina il 10 agosto 1944 in piazzale Loreto, dove i corpi rimasero a lungo esposti come monito nei confronti della popolazione. «Gli operai della Innse sono impegnati in una trattativa che ha un significato politico molto simile a quello che portò i 15 martiri, e molti altri operai del milanese, a scioperare per difendere le fabbriche che i nazisti volevano smantellare e trasferire in Germania» ha sottolineato Sergio Fogagnolo, figlio di una delle vittime.

Via|corriere.it

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Identificate tutte le vittime italiane del disastro dell'Hudson

Le cinque vittime italiane del disastro dell'Hudson sono state identificate, a quanto si è appreso a New York. Tutti i resti delle cinque vittime erano stati recuperati dall'Hudson tra ieri e sabato.

E' in corso un incontro con le autorità consolari di New York e l'ufficio del medico legale. Il riconoscimento delle vittime è stato difficile. Ieri due corpi erano stati recuperati tra le lamiere dell'elicottero riportato a galla dalle acque dell'Hudson.

Via| ansa.it

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5 morti in un incidente sulla Domiziana.


Cinque persone sono morte ed una è rimasta ferita in un incidente stradale che si è verificato al chilometro 0 della strada Domiziana, in località Baia Domizia, duecento metri prima del ponte del Garigliano che divide il Lazio dalla Campania, nel comune di Sessa Aurunca in provincia di Caserta.

Nell'impatto frontale sono state coinvolte una Ford Fiesta e una Fiat Punto. I quattro ragazzi tra i 20 e i 30 anni che viaggiavano sulla prima auto sono tutti morti, così come uno dei due occupanti della seconda auto. L'altra persona che viaggiava sulla Punto è rimasta gravemente ferita ed è ricoverata in condizioni gravi all'ospedale di Formia. Chiuso il ponte del Garigliano che delimita proprio il confine tra Lazio e Campania.

Due delle vittime erano di Formia. Nell'incidente sarebbero state coinvolte altre tre auto.

Via |napoli.repubblica.it

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